mercoledì 17 dicembre 2008

Tsugi wa Kanazawa desu (Prossima fermata Kanazawa)

Sveglia presto stamattina, colazione in camera e poi via verso nuovi orizzonti! Abbiamo lasciato alle otto e mezza la nostra stanza della World City Tower per raggiungere la stazione di Tokyo, da dove sarebbe partito il treno Shinkansen (cosiddetto treno proiettile) per Echigo-Yuzawa, posti prenotati via internet al secondo piano del treno Max Toki 315 delle 9:28. A Echigo-Yuzawa giusto il tempo di correre verso il cancello del cambio treni (norikae) ed eccoci sul treno espresso per Kanazawa, senza prenotazione (i posti prenotabili erano già tutti presi) e quindi adattati a dividerci in due posti separati per un paio d'ore. Il panorama era bello e vario, ma il sonno ha avuto la meglio e così non vi so dire molto al proposito ;P All'arrivo a Kanazawa abbiamo seguito il consiglio della guida che abbiamo con noi (Giappone ed. Lonely PLanet) e ci siamo diretti all'ufficio di informazioni turistiche presente in stazione per avere la cartina della città e le prime indicazioni. Una delle tre persone di servizio parlava anche inglese e ci ha indicato dove prendere l'autobus per il nostro albergo, quante fermate avremmo dovuto contare, il nome della fermata giusta, il n. dell'albergo sulla cartina, dopodichè ci ha spiegato come pagare l'autobus e anche quanto sarebbe stata la tariffa. Ah, questi giapponesi! Abbiamo così ricevuto in dono la cartina "personalizzata", una guida alla città in inglese, un giornale locale in inglese e la brochure del museo di artigianato locale che vorremmo visitare domani, sempre in inglese. Kanazawa è una cittadina (conta quasi 500.000 abitanti ma è pur sempre una cittadina qui) famosa per il giardino Kenrokuen, uno dei tre giardini più belli e amati del Giappone, e per le sue antiche dimore ancora intatte, alcune delle quali visitabili internamente (a pagamento, s'intende). Si dice che Kanazawa sia una piccola Kyoto, con il suo quartiere delle geisha e la sua atmosfera tradizionale, ma è anche una città moderna e ben servita. Le attività commerciali si concentrano quasi esclusivamente nel quartiere di Katamachi, dove si trova anche il nostro albergo, mentre le case delle geisha e dei samurai sono dislocate a nord. E' possibile raggiungere tutte le zone di interesse a piedi, ma ci sono anche molti autobus che fanno il giro della città. Le due principali attività di artigianato di Kanazawa sono la lavorazione della foglia d'oro e della lacca. Stando alla guida, Kanazawa produce più del 98% della foglia d'oro di tutto il Giappone, il che è piuttosto impressionante considerate le dimensioni di questa città. Dopo aver effettuato il check in all'albergo ed esserci liberati dei bagagli abbiamo puntato subito il Kenrokuen, quello che un tempo era il giardino del castello di Kanazawa e che ora è aperto al pubblico e ammirato da milioni di turisti ogni anno. Il castello è bruciato innumerevoli volte, invece il giardino contiene ancora piante antiche e venerate, e conserva tutta la sua bellezza grazie alle amorevoli cure dei suoi molti giardinieri (dotati di infinita pazienza!). Il giardino è veramente molto bello, percorso da numerosi sentieri con passaggi sopra ruscelli attraverso ponti di legno, pietre o piccoli salti. Una bella casa da tè che si affaccia su uno dei laghetti artificiali offre la possibilità di sorbire una tazza di maccha seduti sui tatami, di fronte al laghetto. Credo che le foto non rendano giustizia, ma eccone alcune.

Date le frequenti nevicate del periodo invernale, molti degli alberi del giardino e della cittadina vengono protetti in un modo piuttosto singolare: al fusto dell'albero viene appoggiato un palo di legno alto poco più dell'albero, alla cima del quale vengono assicurate delle corde che si legano alle estremità dei rami più grossi, di modo che il peso della neve non li spezzi. L'effetto è strano, tutti gli alberi diventano dei coni di corde!
Questo lungo post è frutto dell'attesa del bucato nella piccola lavanderia a gettoni presente all'interno dell'albergo (2 lavatrici e 2 asciugatrici + 3 distributori di bevande... i conti non tornano?!). Per vostra curiosità, un lavaggio completo di 6Kg con successiva asciugatura è costato 550yen (circa 4,50 euro). Molti alberghi mettono a disposizione sia la lavanderia a gettoni che un servizio interno di lavaggio e stiratura (caruccio però), oltre a prestare il ferro da stiro a chi desidera perfezionare l'opera... ma non credo sarà il nostro caso! In effetti però il funzionamento della suddetta lavanderia ci ha lasciati un pò perplessi: non era chiaro all'inizio se il detersivo sarebbe entrato magicamente da solo nel corso del lavaggio o se dovessimo averlo noi da prima, così fiduciosi abbiamo riempito il cestello e fatto partire il lavaggio: dopo 10 minuti ancora niente schiuma, mmh... sarà che non c'è la magia? Leggendo meglio i cartelli in ostrogoto, ehm, in giapponese, EFFETTIVAMENTE si poteva dedurre che per avere il detersivo occorreva scendere alla reception e chiederne una bustina (comodo!). Così a metà lavaggio sono corsa dalla mia receptionist di fiducia, ho ottenuto la bustina del desiderio e sono tornata in tempo per... l'ammollo??!! Eh no! Abbiamo fermato tutto, versato il detersivo, mischiato alla bene e meglio con le mani e fatto ripartire da capo... risultato: tornati alla fase di ammollo si è SPENTO TUTTO perchè il tempo era scaduto =_= Passando agilmente i panni fradici da una lavatrice all'altra 8con abbondanti perdite d'acqua tra le due macchine) abbiamo approfittato del fatto che l'addetto alla manutenzione aveva dimenticato di "azzerare" la seconda e così abbiamo finito lì il ciclo di ammollo e centrifuga.
Ma che dire dell'asciugatrice? La maledetta sembrava cosa semplice, due impostazioni e via, invece... per eccesso di prudenza (lo stesso che ci ha portati in aeroporto 6 ore prima del check in) abbiamo scelto il programma lana con intensità di calore debole. Secondo voi 6Kg abbondanti di jeans, maglioni e roba varia sarebbero potuti asciugare in quel modo? eh, no... infatti abbiamo dovuto rimediare con un secondo ciclo normale. Insomma, fortuna ha voluto che nessuno avesse bisogno della lavanderia oltre a noi, perchè l'abbiamo malamente monopolizzata per DUE ORE.
Ah, dimenticavo il pranzo di oggi: un buonissimo menù a base di riso al curry con tonkatsu (sorta di cotoletta di maiale) accompagnato da un'insalatina di cavolo cappuccio e delicata salsa tonnata. Tanti complimenti al "Family restaurant" dell'ottavo piano del centro commerciale Atrio!
Per oggi è tutto, un abbraccio a Cla, Ezio, Priscy, Michele e Leo + un bacione alle nostre famiglie che (in teoria?) ci seguono!

6 commenti:

MIchele ha detto...

siete grandiosi!
noi vi seguiamo sempre, come nei migliori reportage di viaggio!
un bacione

Marco ha detto...

Grazie grazie:-P
Io commento gli alberghi
A Kanazawa siamo stati allo smile hotel. Carino e abbastanza pulito ma sfortunatamente siamo finiti in una stanza fumatori e perciò la stanza era strapuzzolente: lenzuola,cuscini, tende. Morale abbiamo dovuto dormire con le finestre aperte. A parte questo la stanza nn era male dato il costo di 7000 yen. Quindi se siete fumatori o se trovate libera una stanza no smoking andateci tranquillamente

kiruccia ha detto...

Grazie per non avermi salutata eh! :P
Cmq... ecco cos'era l'altro aggeggio che c'era nel mio ryokan di Kyoto xD
Noi siamo riusciti a stento a far funzionare la lavatrice... non avevo capito che l'altra fosse un'asciugatrice xD
Poi i panni sono rimasti mezza giornata in lavatrice perché siamo andati in giro... i soliti gaijin xD

Marco ha detto...

Ahah nei saluti ha messo chi ha commentato fino ad oggi. Nn corrucciarti :-) Anzi commenta e mettiti in segui questo blog :-P

kiruccia ha detto...

Ma io avevo già fatto commenti... ç_ç
Ed avevo già sottoscritto il blog! :P
Ma vi perdono... grazie per gli inviti agli album, me li guarderò con calma!!!

Mara ha detto...

Scusaci tanto Kiruccia! Io ho visto i tuoi commenti e la tua sottoscrizione, sono solo un pò per aria! Comunque le asciugatrici non funzionano benissimo, a meno che non sia colpa nostra che le sovraccarichiamo ;P