venerdì 20 maggio 2011

Tokyo-Takayama, 27°C e 5.8° Richter

Anche oggi riassumo due giorni di viaggio in una volta sola, gomennasai!

Ieri mattina ci siamo svegliati alla non proprio primaverile temperatura di 23°, diventati poi 26° nel corso della giornata, e ci siamo diretti verso la nostra meta saltata di ieri, Jimbocho. Lungo il percorso ci siamo fermati in zona Ginza/Yurakucho, con l'intento di comprare due biglietti per il teatro musicale Takarazuka. Ovviamente abbiamo trovato il tutto esaurito, e non parlo soltanto di Maggio, ma anche dei primi di Giugno! Delusi e sconfitti abbiamo ripreso il viaggio, e siamo così arrivati a Jimbocho. Questo quartiere è famoso per una piccola zona (solo pochi isolati) popolata da negozi in cui si vendono migliaia di libri usati. Non si tratta soltanto di libri, comunque: riviste, poster, stampe, riproduzioni varie, tutte usate che a volte costituiscono delle vere occasioni. Noi cercavamo riproduzioni di stampe a poco prezzo (quindi certo non eccelse) e le abbiamo trovate in un grosso negozio su due piani stipatissimo. Basta avere tempo e pazienza, si può trovare davvero tutto.


Per pranzo ci siamo poi fermati nel bel parco Hinomaru koen, famoso tra l'altro perchè al suo interno si trova il Budokan, un grande edificio che ospita tutti i concerti degli artisti più famosi del mondo. Non vi dico chi c'era ieri però... ma vabbè, sì, ve lo dico: Justin Bieber! A chi ha pensato "e chi sarebbe?" va tutta la mia comprensione, gli altri invece avranno capito il mio "disappunto"! Unico punto a suo favore, l'aver insistito (così sembra) per non rimandare il tour nipponico causa "pericolo radiazioni/terremoti/tsunami", come invece voleva la sua casa discografica. Decine di ragazzine armate di gadget ufficiali e cartelli fai-da-te si stavano già assiepando ore prima dell'apertura dei cancelli per ringraziarlo.


Accanto al parco si trova uno dei santuari più controversi dell'arcipelago, ossia lo Yasukuni Jinja. In questo santuario si celebrano i caduti della seconda guerra mondiale, ma non solo: sembra che il museo annesso (in cui non siamo entrati) dipinga la storia di questa guerra in un modo per così dire "personale", dimostrando al popolo giapponese che l'entrata in guerra era inevitabile e comunque una specie di missione a salvaguardia dell'Asia. Ah, certo, il racconto della strage di Nanchino è esagerato, non è vero niente! In ogni caso il santuario vale una visita, rivisitazioni storiche dell'estrema destra a parte.


Dopo un pomeriggio di shopping in un negozio 100 yen (dove siamo comunque riusciti a spendere un bel pò) abbiamo deciso di passare la serata a Shinjuku, uno dei quartieri più vivi e luminosi di sempre. Cena al 12° piano di Odakyu depaato, un grande magazzino très chic con vista sui grattacieli, poi giù in strada tra le insegne luminose... che però in gran parte erano spente! Tokyo sta infatti mettendo in atto un volonteroso piano di risparmio energetico, dovuto allo spegnimento di altre due centrali nucleari oltre a quella di Fukushima, e così la città non è quasi più la stessa: persino lo schermo dello Studio Alta è spento! Insegne pubblicitarie a parte, di cui si può benissimo fare a meno, a volte però la città sembra esagerare: corridoi della metropolitana nella semioscurità, lampioni spenti, scale mobili spente e sbarrate. Immagino che agli anziani questa foga del risparmio energetico dia qualche problema.


Stamattina, dopo una buona colazione a casa dei nostri amici e una piccola scossa di terremoto (tra i 2 e 3 gradi Richter, mentre all'epicentro nella regione di Ibaraki era 5,8°), abbiamo salutato Tokyo e ci siamo avviati nella nostra divisa da viaggiatori "duri e puri" verso la stazione dello Shinkansen (il treno proiettile). Con un cambio a Nagoya abbiamo raggiunto Takayama in circa 4 ore e mezza. Il treno da Nagoya a Takayama non è uno shinkansen, ma un tokkyuu (espresso) con delle grandi vetrate per godere al meglio del panorama circostante: un susseguirsi di vallate, fiumi verde smeraldo, piccoli paesi e piccole risaie. L'ultimo vagone del treno ha poi un'unica grande finestra all'estremità, un vero spettacolo!


Arrivati a destinazione abbiamo abbandonato i bagagli in albergo e ci siamo avviati alla fermata dell'autobus: avevamo una sola ora di tempo per visitare il villaggio di Hida (Hida no sato), che raggruppa una ventina di case in stile gassho zukuri (più o meno "costruzione a mani giunte in preghiera"). Si tratta dello stile tipico di queste zone, dove per ovviare alle forti nevicate invernali e al pericolo che l'accumulo di neve sfondasse i tetti si è arrivati all'ideazione di queste case dal tetto decisamente a punta, in paglia molto spessa, spesso a più piani. Nel villaggio di Hida sono state trasportate le case autentiche di alcune famiglie che vivevano un tempo nelle vallate e montagne qui attorno, e ogni casa riporta il nome e la storia della famiglia a cui apparteneva. Il tutto è incorniciato dalle colline e da un laghetto, in cui fluisce un ruscello "ad hoc" per dimostrare anche il funzionamento di due mulini. In ogni edificio è possibile entrare e vedere com'erano disposte le stanze o cosa potevano contenere.
In occasione della festa dei bambini, che si è celebrata il 5 maggio in tutto il Giappone, sono ancora appese le carpe (koinobori) fuori da alcuni edifici, sia nei paesi che nel villaggio di Hida. Queste carpe ricordano le bandiere segnavento degli eliporti, vengono appese ad un pilone più o meno alto (dipende da quanto sono grandi le carpe da appendere) e sono sempre tre, di colori diversi. Sono molto festose!


Al ritorno nel centro di Takayama abbiamo fatto un bel giro a piedi della città. Non essendo molto grande, per lo meno la zona di interesse storico e artistico, non si impiega molto tempo a visitarla. Quando ero stata qui in occasione dell'Aki Matsuri (Festival d'Autunno) non ero riuscita a vedere granchè, perchè i 23 carri della festa più di mezzo milione di visitatori oltre a me mi rendevano un pò difficili gli spostamenti. Oggi invece era il giorno ideale: poche persone per strada, la maggior parte abitanti del posto, e qualche straniero (qui ne abbiamo visti più che a Tokyo), quindi il momento perfetto. Domani e dopo forse non sarà così, ma noi dopo un breve giro al mattino lasceremo Takayama per andare verso la prossima tappa del tour: Kyoto. Saluti da Takayama!

Nessun commento: