giovedì 7 aprile 2011

Ganbare Nihon - Forza Giappone!

Domenica 10 Aprile 2011<
a Mandello del Lario (LC)
Japan Dream presenta:


Ganbare Nihon - Forza Giappone!


Con il patrocinio di Pro Loco Mandello del Lario e Comune di Mandello del Lario siamo lieti di presentare una mostra fotografica allo scopo di raccogliere fondi da inviare alla Croce Rossa Giapponese per il terremoto dell'11 marzo 2011.
Nel corso della giornata sarà possibile gustare tè verde e dolci giapponesi.


Ore 15.00: Conferenza "Terremoti, vulcani e tsunami" a cura del Prof. Gian Clemente Parea, Geologo.


Dove: sala Civica - Via Dante Alighieri - Mandello del Lario (LC)
Quando: Domenica 10 Aprile 2011
Orario: continuato dalle 10 alle 18


Volantino: vedi/scarica


Informazioni:
Japan Dream
Pro Loco Mandello del Lario


Accorrete numerosi e diffondete!

lunedì 28 marzo 2011

Dove sorge il sole - Immagini dal Giappone

Dal 4 al 14 Aprile 2011
a Sirone (LC)
Japan Dream presenta:

Dove sorge il sole
Immagini dal Giappone

In collaborazione con Biblioteca di Sirone e Comune di Sirone siamo lieti di presentare una mostra fotografica allo scopo di raccogliere fondi da inviare alla Croce Rossa Giapponese per il terremoto dell'11 marzo 2011.

Dove: Biblioteca di Sirone - Via Molteni 17 - Sirone (LC)

Quando: Dal 4 al 14 Aprile 2011

Orari:
Lunedì 18.00 - 22.00
Mercoledì 14.00 - 18.00
Giovedì 08.30 – 13.30 e 21.00 - 22.00
Venerdì 14.00 - 18.00
Sabato 08.30 – 12.30

Volantino: vedi/scarica

Informazioni:
Japan Dream
Biblioteca di Sirone

Accorrete numerosi e diffondete!



Aggiornamento: la mostra è stata prorogata fino al 28 Aprile, con gli stessi giorni e orari di apertura!

Ringraziamo sentitamente la Biblioteca e il Comune di Sirone per l'amicizia e l'opportunità che hanno dato e speriamo che siano ben ricompensate dall'affluenza e dalla generosità dei visitatori.

giovedì 24 marzo 2011

Decisione

Dopo giorni di confronti e valutazioni, ecco la sofferta decisione: si rimanda il viaggio. Alitalia ci offre la possibilità di cambiare i biglietti senza penale, il che ci permette di riprogrammare il tour riutilizzando anche i JR Pass che non avevamo ancora inviato all'Agenzia per il rimborso.
Stasera contatteremo il call center per spostare le date, con nuova partenza a maggio. Se poi anche a maggio la situazione non dovesse essersi stabilizzata rimanderemo di nuovo.

Non è facile capire come stia andando, anche se dalla centrale di Fukushima si sono susseguite piccole e grandi notizie in positivo che fanno ben sperare. Purtroppo i nostri giornalisti continuano a sparare le loro cartucce (vedi: apocalisse, Cernobyl, disastro nucleare, nube radioattiva, acqua contaminata, ecc.) e a far passare in secondo piano quella che è la vera emergenza: portare aiuto alle persone colpite direttamente dalle conseguenze reali del terremoto e dello tsunami dell'11 marzo.

Io nel mio piccolo non voglio stare a guardare indifferente e voglio fare quel che posso, il che si traduce in due iniziative:
- segnalare le notizie attendibili e smutandare i falsi profeti, il tutto nel forum di Japan Dream (principalmente nei post [News] Forte terremoto nel Nord del Giappone e [DISinformazione] Il terremoto in Giappone MALtrattato dai giornalisti );
- contattare Associazioni, Comuni, Biblioteche proponendo piccoli eventi allo scopo di sensibilizzare, informare e raccogliere fondi destinati alla Croce Rossa Giapponese, sempre con il gruppo di Japan Dream.

Come dicevano in un noto anime della mia epoca: uniti vinceremo!

venerdì 18 marzo 2011

Riflessione

A settembre abbiamo colto al volo un'offerta Alitalia e abbiamo comprato due biglietti aerei per Tokyo, con tanto di assicurazione proposta dalla Compagnia (stendiamo un velo...), per goderci la primavera giapponese all'ombra dei fiori di ciliegio in spensierata allegria con i nostri amici là.
Una settimana fa, purtroppo, il terremoto con tsunami più sconvolgente del secolo ha spazzato via, insieme a migliaia di case, cose e persone, tutta la nostra allegria, facendoci precipitare nell'apprensione più nera, abilmente alimentata dai giornalisti e rinfocolata dalla nostra Ambasciata, che sconsiglia a tutti gli italiani di viaggiare verso il Giappone (tutto quanto) e invita molto calorosamente chi si trova nell'arcipelago a rimpatriare prima possibile.
Quello che preoccupa i "media" non è tanto il terremoto in sè, che da una settimana si trascina dietro strascichi di scosse d'assestamento continue, nè le migliaia di persone senza acqua, cibo, medicinali e riscaldamento (tanto sono giapponesi e quindi ce la faranno... grazie tante!), ma la situazione della centrale nucleare di Fukushima, le cui immagini riempiono le tv di tutto il mondo (e chissà quante tasche), nonchè centinaia di talk show, tutti con i loro "esperti fai-da-te".
Cosa fare? A chi dare ascolto? Inizialmente ci siamo detti "la situazione è davvero grave, l'Ambasciata dice di non muoversi assolutamente, dobbiamo annullare tutto" e così abbiamo annullato le prenotazioni degli alberghi, abbiamo avvisato i nostri amici giapponesi e ci siamo messi alle prese con gli annullamenti dei voli e del JR Pass. Qui però ci siamo fermati. Possibile che se davvero c'è bisogno di evacuare dal Paese, ai suoi abitanti viene detto semplicemente di allontanarsi dalla centrale nucleare di qualche decina di Km? Cos'è, una manovra del governo giapponese per autosterminare la nazione?Per reazione all'allarmismo impanicato dei nostri cari amici giornalisti, ci sta proprio venendo la voglia di riprogrammare il nostro viaggio. Abbiamo ancora i biglietti aerei (che per il momento Alitalia dirotta su Osaka) e quelli del treno, le ferie sono ancora prenotate e gli alberghi sono sempre là. Il nostro contributo, se non alla Croce Rossa giapponese, andrebbe alla provata economia del Paese che amiamo e che tanto ci ha dato.
Valuteremo fino all'ultimo.

lunedì 11 ottobre 2010

Kushiro e Abashiri, l'altra faccia dello Hokkaido 2

Dopo aver dato un'occhiata agli orari dei treni (viva la connessione internet in camera!) e un'attenta lettura di opuscoli e guide, abbiamo deciso dove trascorrere il giorno del mio compleanno: ad Abashiri, nel nord dell'isola.
Abashiri è una città costiera, proprio come Kushiro, situata a Nord Est dell'isola di Hokkaido e affacciata sul freddo mare di Okhotsk, lambita dai ghiacci in discesa dalla Russia nei mesi più freddi. Non si tratta di una città particolarmente grande (ha circa 40.000 abitanti), ma deve la sua "fama" a due fonti molto diverse: la sua storica prigione e la nave rompighiacci Aurora.
Strano ma vero, la prigione di Abashiri, un tempo temuta quanto Alcatraz dai prigionieri politici giapponesi, è diventata un museo aperto al pubblico (mentre un altro edificio, più nuovo e funzionale, continua ad ospitare i detenuti) con percorsi "didattici" e ricostruzioni decisamente inquietanti. La nave rompighiacci Aurora, invece, offre brividi ben diversi ai turisti del Nord, che sfidano vento e gelo polare per un'ora, nell'emozionante tour offerto nei mesi più rigidi.

Arrivare ad Abashiri da Kushiro è semplice: l'unica linea ferroviaria che parte da Kushiro e va verso nord ha come capolinea proprio Abashiri, passando per il bellissimo Parco Nazionale di Akan. Lì, con un pò di fortuna (che noi abbiamo avuto!) si riescono a vedere le celeberrime e magnifiche gru giapponesi, giganti e superbe nel paesaggio innevato della riserva naturale fatta proprio per loro.
Il treno della linea Senmo che porta i viaggiatori da sud a nord e viceversa credo sia quanto di più "antico" si possa trovare in Giappone: una motrice-monovagone con comandi ad entrambe le estremità e i posti a sedere in mezzo, che cammina lenta e inesorabile tra i paesini dell'interno, piccoli e raccolti come lei. Una chicca inaspettata, che al momento ci ha gettato nello sconforto (ecco come mai per percorrere soli 170 Km avrebbe dovuto impiegare 3 ore!) ma che ora ricordiamo con tenerezza.



Arrivati ad Abashiri abbiamo rimpianto i marciapiedi ghiacciati ma in fondo praticabili di Sapporo: qui la neve e il ghiaccio sono talmente potenti da invadere anche i primi gradini della stazione, le cui grate non servono a nulla, obbligando chiunque ad aggrapparsi ai corrimano con una buona dose di santini in tasca.
Presa una cartina all'ufficio turistico interno alla stazione, che fornisce anche informazioni sugli autobus (quasi inesistenti), abbiamo preso il primo taxi disponibile (non che ci fosse la fila...) e abbiamo chiesto di portarci alla prigione di Abashiri, la nostra prima meta. Inutile dire che la cartina era in giapponese, molti kanji e poco altro, ma alla seconda domanda "prigione di Abashiri?" ho capito che qualcosa non andava... o la mia pronuncia era peggiorata/incomprensibile al nord, oppure stavo sbagliando qualcos'altro... ma cosa? Studiando rapidamente la malefica cartina ecco che un lampo di genio mi balena nella mente: non la prigione, ma il museo della prigione! Eh già, perchè solo un tassista giapponese può pensare che due turisti stranieri vogliano andare a visitare un carcere di massima sicurezza in funzione, invece del celebre museo/ricostruzione turistica! Non sarò stata precisa, ma diamine... un pò di elasticità!
Corretto il tiro e chiarito il malinteso, vediamo che la strada si inerpica sempre più in alto, anche se dire che vediamo la strada è un pò un eufemismo: in realtà intuiamo dai guardrail che da qualche parte sotto lo spesso strato di neve ghiacciata debba esserci forse dell'asfalto, che forse in estate sbucherà fuori, ma che per ora ci terrorizza tanto quanto la guida spericolata del nostro autista, che prende un tornante dietro l'altro manco fosse Ayrton Senna ai bei tempi che furono! Ci auguriamo di cuore che le gomme siano chiodate e ben rodate, che i freni funzionino e che a nessuno venga in mente di incrociare la nostra strada...
Arrivati al piazzale del museo notiamo di non essere soli: ci sono ben 3 persone oltre a noi, una folla! Alla biglietteria ci viene consegnato un opuscolo in inglese che - come scopriremo presto - ha il solo scopo di confonderci e farci vagare a caso: il percorso numerato riportato sul nostro opuscolo non corrisponde a quello con cui sono contrassegnati i punti della prigione-museo. Alla fine rinunciamo a seguire la nostra mappa e tampiniamo gli altri 3. Il percorso mostra le diverse sezioni della prigione voluta alla fine dell'ottocento dal governo Meiji, in cui si rieducavano i prigionieri con lavori forzati "utili" quali la costruzione di strade e la coltivazione delle loro stesse riserve di cibo. Zappare la terra a -20° non dev'essere stata una passeggiata, per poi riposare in celle da 2x2m senza riscaldamento disposte in lunghe file, nell'inquietante forma di una stella con al centro delle simpatiche guardie armate. Tutte soluzioni di cui il museo si vanta più volte, facendo paragoni con altre prigioni celebri nel mondo! Molto inquietanti sono le riproduzioni dei condannati (uno è seduto nella sua cella, a mò di film horror), ma simpaticissimo il Nipopo nel "giardino": si tratta di una statua di legno alta circa 2m raffigurante una divinità Ainu protettrice dei bambini (cosa ci faccia lì non lo sapremo forse mai).



Dopo l'allegra visita del museo-prigione, decidiamo di andare al vicino Museo dei ghiacci di Okhotsk, essendo il più interessante Museo dei Popoli del Nord chiuso (ma uffa!). Altro taxi, altri brividi freddi, ed eccoci ancora più sù, a dominare la città immersa nella foschia. Il museo è in effetti anche sede di un osservatorio, da cui si gode lo spettacolo dei massi ghiacciati che dalla Russia scendono ad Abashiri bloccandone il porto e le attività d Febbraio ad Aprile. Qui i visitatori sono più numerosi, facciamo infatti parte di un gruppetto di circa 10 persone in attesa dell'ultima visita guidata: inutile dirlo, in giapponese, e stavolta senza l'ausilio di una finta guida in inglese. Mi faccio animo, pensando di poter più o meno tradurre le spiegazioni della sorridente signora che ci farà da guida: impresa decisamente al di sopra delle mie possibilità, dati gli argomenti "scolastici" da lezione di Scienze naturali in cui mi perdo dopo le prime frasi. Decidiamo di continuare da soli, defilandoci "senza farci notare" e ammirando i bellissimi esemplari di flora e fauna del "sottoghiaccio": pesci stranissimi con ventose prensili, esserini microscopici e trasparenti che sembrano angeli, un universo inaspettato!






Alla fine del tour, che ci ha anche fatto assaggiare una dose supplementare di freddo facendoci passare per una cella refrigerata a non so quanti gradi sotto lo zero (per provare le temperature dei ghiacci perenni... ma che gioia!), i gentili gestori del museo ci aiutano a chiamare un taxi per tornare alla stazione. Lì compriamo qualcosa nel vicino conbini, ci accomodiamo nell'accogliente sala d'aspetto con tv satellitare sintonizzata su un canale culturale, e aspettiamo con pazienza il nostro trenino. Ventinove anni, Hokkaido, Giappone.

mercoledì 29 settembre 2010

Kushiro e Abashiri, l'altra faccia dello Hokkaido

Cosa ci abbia spinto a scegliere Kushiro come meta del viaggio è presto detto: volevamo esplorare l'isola, allontanandoci dalle cittadine Sapporo e Hakodate per scoprire il "selvaggio est" del nord del Giappone. In realtà Kushiro non è certo un paesino: parliamo di una città portuale popolata da quasi 200.000 abitanti e la cui vasta superficie comprende anche un parco nazionale in cui vengono allevate (con un certo successo) le bellissime gru giapponesi. La temperatura media durante il mese di gennaio va da un minimo di -8° a un massimo di 0°.
E' in questo bel clima di sole e mare (beh, non pioveva) che abbiamo raggiunto Kushiro in tarda mattinata, dopo un viaggio di circa 4 ore sul treno espresso Super Ozora, che abbiamo preso con largo anticipo da Sapporo ancora un pò assonnati. Il paesaggio dal treno è diventato subito un pò monotono: pianure di neve, colline di neve, montagne di neve, mare (ma con le spiagge innevate!)... l'unico altro occidentale sul treno oltre a noi (un australiano) era munito di tavola da snowboard ed è infatti sceso alla fermata di una località nota per i suoi resort sciistici. Noi abbiamo approfittato del tempo a disposizione (indovinate un pò?) per mangiare, comprando due obentou dalla graziosa "hostess" del treno. Marco pregustava da giorni il granchio, che d'inverno in Hokkaido è un must, mentre io ho scelto una confezione di oshizushi, una sorta di grande sushi pressato a base di salmone marinato... un odore che non vi dico, e pure molto agrodolce! Io normalmente non sopporto l'agrodolce, ma era buono e dopo un pò non sentivo più bene i sapori quindi l'ho finito tutto! :P L'obentou di Marco era davvero spettacolare, presentava il granchio servito in tre modi diversi, tutti molto gustosi.

(il mio obentou)

(l'obentou di Marco)

Scesi dal treno felici e satolli ci siamo subito guardati attorno: la stazione era affollata di persone, tutte in attesa di parenti e amici arrivati lì per le vacanze. Che carini! Noi ci siamo sentiti quasi di troppo in quell'allegra brigata di "come stai? com'è andato il viaggio?" e così ci siamo diretti verso l'hotel: stava esattamente di fronte alla stazione, dall'altro lato della strada. Peccato che lì c'è un grande incrocio piuttosto complesso, che ci ha fatto arrivare all'ingresso dell'albergo dopo un quarto d'ora buono di attesa!
Siccome l'albergo in questione è uno dei migliori in cui abbiamo soggiornato, ve lo segnalo con piacere: si tratta del Tokyu Inn Hotel, una catena molto diffusa in Giappone. Tra le dotazioni della camera, oltre al solito frigorifero, set per tè/caffè, accessori da toilette (più numerosi del solito), ciabattine e connessione internet, c'era anche una coppia di pigiami da notte (li chiamano yukata ma sono un pò diversi) dignitosamente riposti all'interno di una bella scatola, dalla fantasia decisamente... tigrata! Quando li abbiamo indossati non abbiamo potuto trattenere le risate, eravamo ridicoli. Ma la cosa migliore è stato vedere che gli altri ospiti non li trovavano tali: il mattino dopo, a colazione, c'era un'intera famiglia "tigrata" al buffet! Difficile fingere indifferenza.

(una pensilina del bus - la gru è un tema ricorrente a Kushiro)

Tornando al nostro arrivo, dopo aver preso possesso della stanza e aver dato uno sguardo a qualche depliant trovato in stazione, siamo usciti per esplorare i dintorni: il numero di persone in giro era talmente esiguo che per dare l'impressione di non essere soli (almeno così l'abbiamo interpretato noi) ai lampioni erano appesi degli altoparlanti che diffondevano una sorta di radio cittadina! A quanto pare, i primi giorni dell'anno a Kushiro non c'è molto da fare: si sta in casa (e come dargli torto? fuori si gela) e ci si gode la famiglia. E noi? Ci siamo diretti verso il sedicente grande centro commerciale e ricreativo cittadino, il MOO. Lì qualcuno c'era in effetti, anzi probabilmente tutti quelli che non avevano niente da fare o dovevano comprare qualcosa... inutile dire che noi eravamo la grande attrazione del momento! Al piano terra c'era un vero e proprio mercato di pesce e prodotti tipici, fantastico se avessimo potuto usare una cucina, e un angolo dedicato alle informazioni turistiche in cui abbiamo potuto fare man bassa di brochure. Gli altri piani, sfalsati in un andamento a spirale, presentavano un pò di tutto, tra cui una palestra e un'esposizione di animali imbalsamati un pò inquietanti. Accanto al MOO c'è una serra chiamata EGG, che ricorda vagamente un uovo al cui caldo interno sono custodite piante di ogni genere, in un'atmofera strana e rilassata/rilassante, con tanto di ruscello e panchine per mettersi a leggere un libro in santa pace. Davvero particolare!
Siccome l'evento folcloristico che avremmo dovuto poter vedere al MOO non c'era o c'era già stato prima del nostro arrivo (non sappiamo), abbiamo deciso di tornare presto in camera con la cena presa al conbini lungo la strada, così da riposare un pò e programmare con calma la giornata successiva: il mio compleanno!



(la zona del MOO e del porto)

(l'interno di EGG)

lunedì 27 settembre 2010

Kaerimasu!

Dopo tanto tanto tempo, e dopo aver lasciato il viaggio "monco" degli ultimi frenetici giorni di tour, riprendiamo le fila di questo resoconto.
Oggi non aggiungerò molto, se non una notizia: torniamo in Giappone in primavera!
Alcune anticipazioni: staremo più tempo a Tokyo, dove ci siamo ripromessi di scoprire nuove zone, visiteremo alcune città per noi ancora inesplorate grazie al fido Japan Rail Pass, e approfitteremo di un fantastico invito a Okinawa!
A presto, Mara